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venerdì 15 dicembre 2017

Il venerdì del libro #11 - La fioraia del giambellino

La fioraia del Giambellino

Rosa Teruzzi


Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?

Trasparelena ha letto questo libro perchè è ambientato in zone che conosce molto bene, ed è un giallo, e lei adora i gialli, e aveva voglia di letture light.

Un giallo delizioso, avvincente. Strepitoso il personaggio della nonna. 
Per niente scontato il finale

Con questo post il Traspablog partecipa al venerdì del libro

recensione tratta da www.ibs.it

venerdì 8 dicembre 2017

Il venerdì del libro #10 - A volte ritorno

A volte ritorno

John Niven


Dopo una vacanza di qualche secolo Dio è tornato in ufficio, in Paradiso, e per prima cosa chiede al suo staff un brief sugli ultimi avvenimenti. I suoi gli fanno un quadro talmente catastrofico - preti che molestano i bambini, enormità di cibo sprecato e popolazioni che muoiono di fame... - che Dio si vede costretto a rimandare giù il figlio per dare una sistemata. JC (Jesus Christ) gli dice: "Sei sicuro sia una buona idea? Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta?" Ma Dio è irremovibile. Così JC piomba a NY, dove vive con alcuni drop-out e ha modo di rendersi conto in prima persona dell'assurdità del mondo degli uomini. E cerca, come può, di dare una mano. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

Come ben descritto nella sinossi di ibs (che Trasparelena ha incollato qui sopra) questo è un libro che parla di Gesù. Fonamentalmente racconta cosa succederebbe a Gesù se arrivasse tra noi adesso.
Un libro dissacrante e illuminante allo stesso tempo, pesantemente incentrato sul concetto che l'apparenza inganna. Gesù si presenta come un poveraccio, circondato da tossici o ubriaconi e la prima impressione è che sia della stessa risma. Invece lui, insieme ad alcuni amici, moderni discepoli, li aiuta, come può e come riesce. 
Un libro divertente ma che fa anche riflettere. Un libro che va letto con un po' di spirito critico, e anche con la mente aperta.

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recensione tratta da www.ibs.it

venerdì 1 dicembre 2017

Il venerdì del libro #9 - Il seggio vacante

Il seggio vacante

J. K. Rowling



A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un'idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un'antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati. La morte di Barry Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei suoi abitanti: la lotta per il suo posto all'interno dell'amministrazione locale è un terremoto che sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Eppure, dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica, purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l'unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo. J.K. Rowling firma un romanzo sulla società contemporanea, una commedia sulla nozione di impegno e responsabilità. In questo libro di conflitti generazionali e riscatti le trame si intrecciano e i personaggi rimangono impressi come un marchio a fuoco. Pagford, con tutte le sue contraddizioni e le sue bassezze, è una realtà così vicina da non lasciare indifferenti.

Come già scritto qui, Trasparelena ha letto Harry Potter (il primo) e non le è piaciuto. Tuttavia la Rowling ha venduto milionate di copie, quindi ha voluto provare a darle una nuova possibilità. E ha fatto bene. 
Esattamente come descritto nella recensione che ha trovato su ibs, questo romanzo, molto ben scritto, racconta le vicende di un paesino dall'apparenza perfetto, in cui la morte assolutamente casuale di uno dei protagonisti, protagonista pur se morto nelle prime pagine, scatena una serie di eventi che porteranno alla luce una serie di realtà per lo più drammatiche e allo sgretolarsi di tutta una serie di finzioni e convenzioni.
Trasparelena consiglia la lettura di questo romanzo mai noioso, dove nonostante il gran numero di personaggi coinvolti, ogni aspetto è ben descritto e molto articolato, senza diventare macchinoso.

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venerdì 24 novembre 2017

Il venerdì del libro #8 - La verità sul caso Harry Quebert

La verità sul caso Harry Quebert

di Joel Dicker




Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. 
Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

Trasparelena ha preso questo libro in biblioteca perchè durante le vacanze ha visto il vicino di ombrellone che lo leggeva per ore e s'è incuriosita. E ha fatto bene, perchè è un giallo veramente bello, in cui il finale fino all'ultimo non è chiaro. Inoltre l'ha trovato parecchio avvincente e mai noioso quindi ecco, lo consiglia. E prega i suoi sparuti lettori di tener presente che lei è orfana delle inchieste di Maigret, quindi ritiene di avere, diciamo, un palato abbastanza raffinato sui libri gialli, o quantomeno è abituata proprio bene.

Trasparelena ha sentito dire che c'è anche un film, che non ha visto ma di cui non ha letto grandi recensioni, e ora stanno facendo una fiction con Patrick Dempsey, che purtroppo è troppo il dottor Shepperd di Grey's Anatomy, secondo lei, che non è nemmeno una fan del telefilm.

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recensione tratta da www.ibs.it

venerdì 17 novembre 2017

Il venerdì del libro #7 - Storie della buonanotte per bambine ribelli

Storie della buonanotte per bambine ribelli

di Francesca CavalloElena Favilli



Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C'era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c'era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle... Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. 100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo, 100 favole per sognare in grande!

Trasparelena ha preso questo libro in biblioteca per la BambinaGrande, anche se è consigliato dagli 8 anni e lei ne ha 11, perchè comunque le sembrava interessante che sapesse che ci sono state, e ci sono ancora, donne che poco o tanto hanno cambiato o stanno cambiando la storia del mondo, della loro nazione o anche solo del loro condominio. Perchè sapesse che "puoi essere tutto ciò che desideri" non è solo lo spot della Barbie, ma può anche essere vero.
Trasparelena ha letto questo libro nei ritagli di tempo in cui non l'aveva in mano la BambinaGrande, e l'ha trovato davvero incoraggiante. 
Cento storie brevi ma chiare, che raccontano storie di donne con grandi talenti, ma anche donne normali, che hanno saputo vivere la loro vita pienamente. 

Trasparelena sa che non solo le donne possono essere straordinarie, e che ci sono anche molti uomini straordinari (qui il libro, che cercherà in biblioteca) ma in questo momento storico in cui purtroppo le donne stanno tornando ad essere poco considerate nella società trova che l'iniziativa di dire alle bambine che il loro futuro è tutto da scrivere e lo possono scrivere come preferiscono sia importante

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